narrativa

Recensione – Le figlie del guardiano del faro.

Titolo: Le figlie del guardiano del faro
Autore: Jean E. Pendiziwol
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 12 settembre 2019

Trama: Sei mia sorella. Niente può separarci. Ma ogni isola nasconde un inganno.

In lontananza risuonano gli strilli dei gabbiani e lo sciabordio delle onde. Elizabeth ha sempre vissuto vicino al mare e quell’immensa distesa, per lei, è piena di ricordi. Ora che è anziana, però, le immagini sono sempre più lontane, confuse e indefinite. Come il tempo che trascorre in casa di riposo. Per fortuna c’è la giovane Morgan che, a volte, passa le giornate con lei. Anche se sono solo due estranee, quando stanno insieme Elizabeth riscopre un sorriso che credeva perduto. Fino al giorno in cui Morgan vede i disegni che Elizabeth custodisce con cura sin da quando era bambina. Sono delle libellule dalle grandi ali colorate che volano leggere. La ragazza sa chi le ha disegnate, sa di chi è quello stile inconfondibile. Appartiene all’uomo che l’ha cresciuta. Lo stesso che anche Elizabeth ha incontrato anni prima. E infatti le basta sentire il suo nome perché i ricordi riprendano a sgorgare inarrestabili. Le sembra di essere di nuovo nel faro di cui il padre era il guardiano. Con lei, come sempre, c’è la sorella gemella Emily. La fragile e timida Emily. Il passato riaffiora vivido in ogni particolare e, con lui, tutti i misteri rimasti irrisolti, tutte le domande che non hanno mai avuto risposta. Forse Morgan potrebbe averle. Forse i loro destini sono legati, come mai avrebbero immaginato. Ma a volte è meglio che i segreti rimangano sepolti nel passato. Perché hanno ancora molto da dire. Hanno una lunga eco che sembra non finire mai. Come il volo di una libellula.
Le figlie del guardiano del faro è un caso editoriale straordinario. Venduto in tutto il mondo, ha scalato le classifiche. Un romanzo unico che unisce un’ambientazione affascinante alla forza del mistero del passato. Una storia in cui due protagoniste riscoprono sé stesse percorrendo a ritroso la loro vita. Perché non si può andare avanti senza conoscere i segreti che nasconde la strada che si è fatto fino ad allora.


Recensione:
Carissimi amici salve e bentrovati nel nostro blog per questa mia nuova lettura.

E’ stato relativamente semplice richiedere alla boss questo titolo poiché ha una copertina molto evocativa; ebbene sì, mi influenza molto la cover, vi ho rivelato il mio segreto.
Però allo stesso modo sapevo che mi sarebbe piaciuto molto perché la seconda di copertina rivelava il giusto della trama per incuriosire la vostra ficcanasa dei drammi familiari altrui.
Siete pronti? Andiamo.

La storia prende l’avvio in un ospizio. O meglio con la nostra protagonista costretta a tot ore di lavori socialmente utili per rimediare ad un graffito apposto proprio sullo steccato del residence per anziani.
Morgan è orfana di entrambi i genitori, ed è stata cresciuta dal nonno. Entra ed esce da case famiglia senza mai trovare né volere una stabilità effettiva. Frequenta un balordo da due soldi, uno che spaccia ai ragazzini delle superiori finché i suoi loschi giri sono ad un tanto così da danneggiarla seriamente con la legge.
A quel punto ed anche per rimediare al graffito succitato, ecco che Morgan si avvicina ad Elizabeth, un’anziana residente priva della vista “vera”, ma fine di spirito ed intuito.

Costei è un enigma vivente, una donna costretta dalla vita a chiedere ad una perfetta estranea di leggerle dei diari. Non sono diari qualsiasi, ma il dettagliato resoconto della sua vita e di quella della sua famiglia, custodi del faro su un’isola in mezzo ad un lago, nel profondo e gelido Canada.
Anche il modo in cui questi diari sono giunti ad Elizabeth è denso di dramma.
Sono stati ritrovati infatti nella barchetta a vela che il padre di Elizabeth era solito usare per piccoli spostamenti e rifornimenti. Sull’imbarcazione, viene ritrovato anche il corpo senza vita del fratello maggiore di Elizabeth, con cui lei non ha più parlato per 60 anni.
La lettura effettuata da Morgan ci trascina nell’impeto delle tempeste che possono scatenarsi su un grande lago, nel furioso stridere degli uccelli marini, nel dipanarsi delle stagioni e degli eventi storici che andranno a bussare fin sulla porta del guardiano del faro.
Il titolo menziona LE figlie del guardiano ed in effetti Elizabeth ha una gemella di nome Emily.
Il vero nodo narrativo è dato dal dualismo Elizabeth/Emily.
Avere una sorella, ancor più gemella, implica sempre avere un pezzetto del proprio cuore annidato dentro al petto dell’altra. E quando l’altra è una creatura sensibile, chiusa nei suoi silenzi e nei suoi disegni, che non ha bisogno di nulla per vivere tranne che della presenza della sorella, lì si capisce che entriamo in un terreno delicato.

“ Sei mia sorella. Niente può separarci. Ma ogni isola nasconde un inganno.”

Tutta la vita di Elizabeth si svolge e riavvolge sulle spire di quella di Emily. Se il loro padre è il custode del faro, Elizabeth è la custode di Emily.
Tutto questo finché una serie di drammi non si abbatterà sul piccolo nucleo familiare e la storia precipiterà in un dirupo profondo come il lago stesso ma con un colpo di scena magistrale.
Questo è un romanzo da centellinare. Non si legge in tre giorni, non è un libro da spiaggia né una semplice storia di sorelle e sentimenti.
Tutto il groviglio di emozioni che riesce a scuotere va sorbito con cautela.
Tutto il furore della natura violenta che fa da cornice alla storia va assaporato con cura.
Tutto lo stupore del colpo di teatro nelle pagine finali va lasciato sedimentare, affinché si possa comprendere appieno quanto abbia amato questo romanzo e quanto piacere mi farà sapere che qualcun altro lo leggerà dopo averne letto la recensione.

Un bacio e alla prossima lettura.

La Chicca.

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