letteratura asiatica, thriller

Recensione – Un posto tranquillo.

Autore: Seichō Matsumoto.
Edizione: Adelphi
Genere: thriller psicologico
Data di pubblicazione: aprile 1971.

Trama: Kōbe. Durante una cena tra imprenditori e funzionari ministeriali, una cameriera si avvicina a uno dei commensali e gli sussur­ra qualcosa all’orecchio. C’è una chiama­ta per lui da Tokyo. L’uomo, Tsuneo Asai, si alza senza dare nell’occhio e raggiunge il telefono. Sua moglie Eiko, poco più che trentenne, è morta improvvisamente d’in­farto. Una notizia non del tutto inattesa, dal momento che Eiko era già da tempo mala­ta di cuore. Eppure le circostanze della sua morte, avvenuta in un quartiere un po’ fuo­ri mano di Tokyo, a due passi da un alber­go a ore, gettano un’ombra sulla sua figura timida e riservata, e sul suo passato. Cosa ci faceva lì? E chi doveva incontrare?
Questa storia è come una strada che parte leggermente in salita e si fa a ogni passo più ripida. Una strada piena di vicoli cie­chi, che sembra esistere solo nella psiche del protagonista. Qui, i temi cari a Matsu­moto – la vendetta, l’ossessione per un det­taglio che non torna, il timore dello scan­dalo, l’ansia di essere scoperti che conduce alla rovina – si condensano in un noir ano­malo e beffardo, senza un caso né un inve­stigatore, dove chi cerca un colpevole può finire per diventarlo lui stesso. Un noir che è anche una critica acuminata della società giapponese e della ragnatela di convenzio­ni che la invischiano.


Recensione:
Ciao a tutti e bentornati in una delle mie recensioni sconclusionate.

Questa volta mi vedete alle prese con un thriller giapponese di un autore di cui ho sempre letto tantissimo, ma di cui non avevo mai letto alcun libro: Seichō Matsumoto.
Un posto tranquillo è il primo libro che io abbia mai letto in cui è lecito dire che il protagonista non è una persona, in questo caso Asai Tsuneo, bensì il suo flusso di coscienza e la sua volontà di portare alla luce la verità circa l’improvvisa e sospetta morte della moglie.
Leggere questo libro è stato un po’ come andare sulle montagne russe: inizia con il botto, poi rallenta, quasi annoia, poi precipita di nuovo. Un posto tranquillo inizia come narrativa psicologica, per poi gradualmente diventare un giallo deduttivo misto a noir, infine muta in thriller concludendosi poi come giallo psicologico. Con una punta di dramma.
Tutto ciò accade in un libro relativamente breve. Eppure la cosa che più ho amato e odiato di questo libro è proprio la sua linearità. Tramite i pensieri del protagonista, Asai, noi siamo sempre di pari passo con il mistero, seguendo la storia dalla A alla Z senza troppi giri confusi.
Forse avrei voluto un po’ di mistero in più, ma il modo in cui non ci sono mai domande che non abbiano una risposta entro tre righe è stato a modo suo appagante. O forse sono abituata io alle cose più complicate.

Ma andiamo per ordine.

La storia si presenta come l’indagine di un omicidio. Il protagonista Asai nelle prime pagine viene messo al corrente circa la morte della moglie Eiko proprio durante una cena con funzionari in una prefettura lontana da quella in cui vive. La moglie Eiko è morta in una profumeria di un quartiere in cui non era solita recarsi.
Seguiranno il funerale, i giorni di lutto e riflessioni che fanno capire che nonostante i due fossero in una sorta di matrimonio combinato, c’era dell’affetto da parte di entrambi. Si scoprirà anche che la moglie Eiko aveva già sofferto di problemi di cuore in passato e che per questo si era dedicata a una vita tranquilla, dedita all’arte e alla scrittura degli haiku evitando le emozioni forti. Compresa l’intimità.
Sin da subito Asai penserà che c’è qualcosa di sospetto nella morte di Eiko. Andrà a interrogare la proprietaria della profumeria in cui la moglie è morta, e andrà a parlare con le cameriere di vari motel notturni per coppie. Tassello dopo tassello le sue paranoie raggiungeranno la forma concreta di una piccola ma fastidiosa idea: la moglie lo tradiva.
Una deduzione effettivamente esatta oppure una paranoia dovuta al dolore del lutto? Lentamente altri pensieri come questi si accumulano oscurando completamente la lucidità mentale di Asai e sfociando in quello che sarà poi un gesto estremo.

Un libro che nella sua brevità sfiora tanti temi: la psiche umana, le abitudini millenarie di un paese fondato sull’immagine e sul lavoro. Un libro che, nella sua brevità, ci fionda nella cornice delle abitudini e della cultura giapponese facendoci scordare il nostro stesso modo occidentale di pensare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...